BRUXELLES. La Commissione europea vuole avere una risposta chiara e in tempi brevi dal governo italiano sull’utilizzo dei prestiti del piano Safe. Tanto che ieri fonti Ue hanno fatto filtrare una minaccia neanche troppo velata, addirittura con un ultimatum: in assenza di chiarezza entro la fine di luglio, l’Italia perderà i 14,9 miliardi che le sono stati assegnati e Palazzo Berlaymont procederà con la distribuzione dei fondi agli altri Stati membri interessati.

Da un punto di vista prettamente giuridico, si tratta di una minaccia scarica, anche perché non esiste alcuna scadenza legale al 31 luglio. Il rischio concreto di perdere i fondi potrebbe materializzarsi soltanto in autunno, quando la Commissione sarà chiamata a ridistribuire le eventuali risorse non utilizzate (sulla base del regolamento, deve farlo «entro il 31 dicembre 2026»). Anche per questo, ancora ieri il ministro delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato che la decisione verrà presa soltanto «a settembre», sulla base di considerazioni «finanziarie» che si intrecciano però anche con l’eventuale uscita dalla procedura per deficit eccessivo. Ma gli uffici di Palazzo Berlaymont non sono disposti ad aspettare fino a quel momento e così ieri sono partiti alcuni “pizzini” per mettere pressione ed esigere chiarezza dal governo.