«Manca un mese, l’Italia ci faccia sapere. Poi quei soldi verranno riallocati»: la Commissione Ue è entrata in pressing sul governo per l’attivazione dei prestiti Safe, utili ad aumentare le spese per la Difesa.

L’esecutivo ha rinviato una prima volta l’accesso ai fondi a fine maggio, e l’inclinazione sarebbe quella di chiedere meno dei 14,9 miliardi prenotati in autunno, attestandosi su una quota tra i 5 e i 7 miliardi. Sul punto la spaccatura è tra il ministro dell’Economia Giorgetti e il titolare della Difesa Crosetto, che ieri ospite del festival de La Verità ha incalzato: «Sa cosa vorrei e io so cosa può fare, su Safe dipende dalle possibilità che ha. Con Giancarlo è impossibile litigare, so cosa ha passato per la procedura di infrazione». Crosetto vorrebbe vedere messo in pratica l’aumento dello 0,15% annuo di spese militari, bucato nel 2026 per via del mancato rientro del deficit certificato ad aprile.

Il titolare dell’Economia, sul palco poco dopo, ha preso tempo: «Entro settembre decideremo sull’aumento delle spese per la difesa». In vista c’è il vertice Nato ad Ankara del 7 e 8 luglio, dove il presidente Usa tuonerà con gli alleati per i pochi investimenti. Ieri Giorgetti si è detto fiducioso di poter varare gli aumenti in autunno, quando spera che la procedura di infrazione venga superata: «Ci potrebbero essere sorprese», ha detto, «Devo valutare se i 15 miliardi di Safe costano più o meno che finanziandoli emettendo Btp».