L’ipocrisia dell’occidente nei confronti dei paesi dilaniati da guerre e da regimi e teocrazie dittatoriali non ha fine. Del resto, non erano stati proprio gli Stati uniti a riportare al potere i taleban a Kabul dopo averli cacciati vent’anni prima?

Sebbene l’emirato non sia stato riconosciuto a livello internazionale – salvo dalla Russia di Putin – il nuovo regolamento dEll’Unione europea sui rimpatri offre l’escamotage per l’incontro in corso a Bruxelles. Una delegazione di cinque taleban – non si conoscono i nomi ma due sarebbero stati condannati per crimini dalla Corte penale internazionale – si trova a Bruxelles per incontri «tecnici» con la Commissione europea. Si tratta il rimpatrio di cittadini afghani ma il portavoce della Commissione europea per affari interni, Markus Lammert, si affretta a precisare che l’incontro non implica un riconoscimento dell’emirato, ma l’opportunità di ristabilire contatti sarà riservata agli stati membri che tratteranno direttamente i rimpatri. Secondo il portavoce del ministro degli esteri afghano, si tratterebbe anche la possibilità di aprire sedi consolari in Europa.

Il rimpatrio di cittadini anche se hanno commesso reati – ma pare basterà non aver ottenuto l’asilo – dovrebbe avvenire solo verso paesi sicuri che rispettino i diritti umani. L’Italia non si fa scrupoli quando si tratta di espellere migranti ma ritenere l’Afghanistan un paese sicuro certo romperebbe ogni argine alla violazione del diritto internazionale.