L’ultimo ciclo di finanziamenti europei alla ricerca ha assegnato fondi a Israele per studi che hanno applicazioni militari. Lo rivela un’inchiesta della testata online Science Business, specializzata nell’analisi dei finanziamenti a scopo scientifico. La ricerca si intitola «DroneSpinCode» ed è stata proposta dal professore Pavel Ginzburg dell’università di Tel Aviv. Per la sua realizzazione, l’European Research Council gli ha assegnato 150mila euro.
IL PROGETTO riguarda lo sviluppo di un dispositivo che, montato su un drone, permette alle forze di difesa di distinguere facilmente i velivoli amici da quelli nemici con i radar. Il problema è che le regole europee vietano al momento di finanziare applicazioni militari con denari pubblici.
A volte è difficile stabilire il confine tra ricerca militare e civile, soprattutto nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni. Nei casi ambigui, la Commissione europea richiede che i ricercatori dichiarino la possibilità di applicazioni belliche degli studi proposti e l’impegno a svilupparle solo in ambito civile. Nel caso di Ginzburg è stata la stessa università di Tel Aviv a promuovere pubblicamente il progetto finanziato dall’Ue in quanto «legato all’industria della difesa». Ginzburg, peraltro, nel 2024 ha collaborato anche con l’università di San Pietroburgo (Russia) proprio mentre l’Europa sanzionava la Russia per l’invasione dell’Ucraina.










