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Raramente un programma incarna così chiaramente l’ambizione dell’Europa di essere il continente della conoscenza quanto Horizon Europe. Tra il 2021 e il 2027 l’UE mette a disposizione circa 95 miliardi di euro per riunire i migliori talenti, università e aziende tecnologiche. Il principio guida è che i finanziamenti siano assegnati in base all’eccellenza scientifica e al potenziale di innovazione, non alla nazionalità o al clima politico.

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Da oltre un anno questa promessa è sotto attacco continuo. Nel luglio 2025 la Commissione europea ha proposto di escludere le startup israeliane dall’Accelerator del Consiglio europeo per l’innovazione (EIC), la componente del programma che sostiene le imprese con tecnologie dirompenti, come l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e i droni. La partecipazione di università e ricercatori israeliani ad altri progetti Horizon sarebbe inizialmente rimasta intatta.

Sul piano politico, tuttavia, il passo sarebbe stato un precedente: l’UE non aveva mai escluso prima un partner altamente performante da uno strumento centrale di innovazione a causa del suo governo.