Israele prende deliberatamente di mira i bambini palestinesi. Per distruggerne la vita, l’infanzia, la famiglia, l’istruzione, la salute mentale. Il genocidio prosegue: lo ha messo nero su bianco la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni unite sul Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme est, e Israele.
E NON SI TRATTA di «vittime collaterali», come il governo israeliano ha continuato a sostenere, tentando inutilmente di rendere tollerabile il massacro di oltre 20mila bambini e bambine palestinesi. Le bombe sganciate sui piccoli di Gaza non sono nemmeno «errori di calcolo», ma attacchi intenzionali del cui esito Israele è perfettamente consapevole.
La Commissione ha raccolto e verificato migliaia di materiali, condotto interviste da remoto e in presenza con vittime, testimoni, operatori sanitari, avvocati, giornalisti e accademici. Patologi indipendenti sono stati chiamati ad analizzare referti medici, radiografie, fotografie, video, audio. Mentre il ministero della salute di Gaza e l’Autorità nazionale palestinese hanno risposto alle domande degli esperti Onu, Israele ha completamente ignorato tredici richieste di informazione o accesso agli atti, liquidando poi il report come «diffamatorio».










