Sarà l’assemblea nazionale di Assoporti ad inaugurare la nuova vita dell’Immacolatella Vecchia. Nella stazione marittima completamente restaurata, infatti, si riuniranno mercoledì primo luglio i presidenti delle Autorità di sistema portuale in assemblea con il presidente Roberto Petri. Tutti, poi, andranno a Bagnoli, accompagnati dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Tirreno centrale, Eliseo Cuccaro, e dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per visitare i cantieri dei lavori di tutta l’area interessata alla Coppa America. Una visita, dunque, che ha anche il valore di guardare da vicino l’esempio Napoli che in questo momento tutto ci invidiano. Ma Assoporti sarà solo una anteprima per l’Immacolatella Vecchia. «Subito dopo - ha confermato il presidente Cuccaro - l’immobile sarà consegnato alla società pubblica Sport e Salute, che ne farà il suo quartier generale fino alla Coppa America, già a partire dalle prossime settimane. La sede di Sport e Salute a Napoli sarà perfettamente operative già per le pregare di settembre».

L’INIZIATIVAMa le sorprese non finiscono qui: Cuccaro ha annunciato che ci sarà un investimento della Spa pubblica, guidata dal presidente Marco Mezzaroma e dall’amministratore delegato Diego Nepi Molineris, proprio all’Immacolatella Vecchia una volta terminata la Coppa America: partirà, infatti, l’allestimento del Museo del Mare e dell’Emigrazione, di cui si parla da anni e che, finalmente, troverà la sua più giusta e naturale collocazione proprio lì dove i nostri emigranti si imbarcavano per il Nuovo Mondo con le valigie di cartone, in cerca di fortuna. Un angolo del porto di Napoli, ricco di storia, tornerà a splendere dopo anni e anni di abbandono. E splenderà come tutta l’area circostante dove sono iniziati i lavori di rifacimento di un vecchio fabbricato che affaccia proprio sulla piazza del Piliero. I LAVORIL’Immacolatella Vecchia, quindi, avrà una nuova vita dopo essere stata completamente restaurata. Una storia travagliata che vale la pena ricostruire. Il progetto esecutivo fu approvato nel 2010 per un impegno di spesa di circa 5,1 milioni di euro ed un valore di 4 milioni per opere di restauro. L’appalto fu aggiudicato nel 2013 ad un raggruppamento di imprese guidato dalla Trevi Spa, la stessa società che ha costruito la darsena di levante. L’offerta, con un ribasso del 43,89%, fu della Trevi Spa che vinse l’appalto per 2,33 milioni di euro. Le opere furono consegnate il 21 gennaio 2014. I lavori, però, furono ultimati solo il 13 febbraio del 2017 con un tempo di esecuzione tre volte superiore a quello contrattuale ed un maggiore importo di 970mila euro. Importo che porto a un +41% l’importo contrattuale. Fino ad un complessivo di 3,3 milioni di euro. Il collaudo, infine, fu effettuato il 14 giugno del 2017 quando era presidente della governance portuale Pietro Spirito. Ma da quel momento l’Immacolatella Vecchia è rimasta chiusa al pubblico. Va anche detto che il finanziamento dell’opera su fondi Fsr della Regione Campania prevedeva di restituire l’immobile, un tempo sede della Deputazione della Salute, che è stato protagonista dei flussi migratori al porto di Napoli dalla metà dell’Ottocento sino ai primi 20 anni del 1900. Il tema, già allora, era dunque quello di realizzare il museo delle emigrazioni. Attraversare tutte le stanze dell’Immacolatella oggi provoca emozioni incredibili. Tutte le superfetazioni costruite nel tempo sono state eliminate e i locali hanno ritrovato il loro antico splendore grazie alla pazienza e alla tenacia del Rup, Mario Ferraro. In precedenza, il fabbricato era stato utilizzato anche come alloggio per il personale della Guardia Costiera. L’area coperta interna è di circa 1100 metri quadrati, ci sono incantevoli terrazzi con sculture che hanno ritrovato il loro antico splendore. Tra le curiosità interne, una cabina di regia polifunzionale che permette di tenere sotto costante controllo tutte le sale. Per gestire, invece, il delicatissimo recupero architettonico è stato impegnato come direttore dei lavori l’architetto Luciano Garella, già soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio di Napoli e Provincia. E anche sotto questo profilo il lavoro è stato eseguito alla perfezione con il recupero non solo delle statue ma anche degli archi interni e di tutte le strutture che connotavano architettonicamente questo luogo ricco di storia. Lo sforzo che l’Adsp ora mette in campo è notevole: con l’aiuto decisivo di Sport e Salute Spa, Napoli riavrà un segno tangibile del suo ruolo nella storia marinara del Mediterraneo.