C’è una raffica di 52 (cinquantadue!) visto e vista nel decreto della Regione siciliana che ha autorizzato «la posa della condotta sottomarina di scarico della salamoia del dissalatore di Filicudi (ME) in relazione al progetto per la realizzazione ex novo di impianti di dissalazione dell’acqua marina finalizzati alla produzione di acqua potabile» sulla spiaggia più famosa di Filicudi. Compresa la citazione di una fantomatica «relazione integrativa per espianto e reimpianto posidonia», la prateria sottomarina essenziale per la vita del pianeta, sconsigliata da tutti gli esperti, a partire da Ispra e Cnr, per i costi stratosferici e i risultati sconfortanti nonostante i primi tentativi risalgano agli anni 40 del Novecento. Prova provata che i dubbi, alle autorità locali, sono entrati e usciti da un orecchio all’altro.

Nonostante nel Parere n. 99 del 17 maggio 2021 del Ministero della Transizione Ecologica sia scritto: «Non è possibile escludere che gli interventi di espianto da altre praterie di posidonia abbiano limitata efficacia e vadano a compromettere ulteriori porzioni di prateria». Testuale. Imperdibile, ieri, mentre partivano via Pec gli avvisi ai proprietari dei terreni destinati a essere requisiti, il titolo de La Gazzetta del Sud: «Il sindaco vuole nuovi dissalatori ma quello di Lipari è una sciagura». Dice tutto la relazione finale a un progetto di ricerca coi timbri della Repubblica Italiana, della Regione, del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Dove si racconta che i lavori di «ammodernamento» del vecchio dissalatore iniziati nel lontano 2011 per fornire 100 litri al secondo «sono stati realizzati parzialmente» per le «numerose inadempienze» della ditta e che da allora «i lavori sono fermi» e l’impianto lavora a metà e «parecchi edifici» non sono completati e collaudati quindi «non si può utilizzare la superficie delle coperture per ubicarvi l’impianto fotovoltaico» indispensabile per non dire dell’«irreparabile rottura di ben due motogeneratori sui tre in esercizio»... Era il 2023. Da allora non si è mosso nulla.