Gli esponenti Fnv denunciano: «Troppi Omar, Mohammed e Abdul sui citofoni delle nostre case popolari». Il Pd grida allo scandalo e parla di «leggi razziali» come nel '38, mentre la deputata dem Bakkali lascia l'Aula per protesta

Duro scontro quello di ieri sera, 22 giugno, alla Camera nell’ambito dei lavori per il Piano Casa, che ha visto approvare, con 168 sì, la legge di conversione del decreto legge n. 66/2026. Il testo è ora trasmesso al Senato per la conversione definitiva entro il 6 luglio. Clima di fuoco, tra urla e porte sbattute, nato da una serie di dichiarazioni degli esponenti di Futuro Nazionale, tra cui l’insinuazione mossa dall’onorevole Rossano Sasso che cittadini stranieri di nome Abdul e Mohammed, grazie alla tutela della sinistra e di un «centrodestra sbiadito, timoroso e pavido» possano rubare il posto nelle case popolari ai ben più italiani Giuseppe e Maria. Così è esplosa l’ira del Pd che ha gridato alle «leggi razziali», mentre l’onorevole dem Ouidad Bakkali ha deciso di abbandonare l’Aula in segno di protesta. Open l’ha raggiunta per un commento.

Bakkali (Pd): quello degli esponenti di Futuro Nazionale è «squadrismo parlamentare»

Alla domanda su cosa l’abbia maggiormente spinta ad abbandonare l’Aula ieri durante la votazione sul Piano Casa, l’onorevole Bakkali è molto chiara: «La mia uscita avviene dopo aver ascoltato tutti gli interventi dei deputati di Futuro Nazionale». Non solo quindi l’intervento del deputato Sasso, che ha rappresentato solo il culmine di un’«escalation» con una «modalità da squadrismo parlamentare». «Ho provato con la voce a dire che stava dicendo cose inaccettabili», ma «per preservare la dignità delle persone, delle comunità, anche religiose», continua, «l’ultimo atto di protesta è stato sbattere materialmente la porta di quell’Aula».