Le due esponenti hanno letto in aula i commenti ricevuti per le loro posizioni politiche. E il dibattito si è trasformato in una sorta di duello
Un durissimo “duello” a colpi di insulti, ma questa volta non pronunciati tra deputati, bensì ricevuti dagli utenti sui social network. Durante l’esame del Decreto Rimpatri alla Camera, la deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali e l’esponente di Futuro nazionale Laura Ravetto hanno preso la parola per leggere pubblicamente le gravissime offese e minacce di cui sono quotidianamente bersaglio.
Gli attacchi a Ouidad Bakkali (PD): «Soldati di pezza di un generale accecato dal suo testoterone»
La prima a intervenire è stata l’esponente dem, che ha citato solo una minima parte dei 13.500 commenti d’odio ricevuti sotto una foto scattata durante una manifestazione contro la «remigrazione»: “Fossa comune per te e la tua famiglia”, “a casa zingara”, “tr**a”, “scimmia”, “ti piace proprio farsi stuprare”, “ti aprono come una mela”, sono solo alcune delle parole lette in aula. Bakkali ha poi lanciato un duro monito contro la retorica d’odio e la violenza digitale, con un chiaro riferimento politico: «Voglio parlare ai soldati di pezza di un generale accecato dal suo testosterone e dal suo ego. Le parole sono lame, la violenza è reale e dagli schermi di un telefono è un attimo che divampi come un incendio estivo impossibile da spegnere».








