“La posizione italiana sulla revisione del CBAM è pienamente coerente con gli impegni contenuti nella mozione a mia prima firma, approvata il 10 aprile 2024, che chiedeva un meccanismo applicabile sia a monte sia a valle della filiera produttiva e una tutela rafforzata per le aziende maggiormente vocate all’export”.

Così il deputato di Forza Italia Maurizio Casasco, illustrando in X Commissione alla Camera un’interrogazione rivolta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Casasco ha richiamato l’orientamento adottato il 12 giugno 2026 dai ministri delle Finanze dell’Unione europea sulla revisione del CBAM, che prevede l’estensione del meccanismo a circa 200 nuovi prodotti, il rafforzamento delle misure anti-elusione, l’ampliamento della clausola di sospensione e la semplificazione delle regole tecniche. “Il ministro Giorgetti ha chiarito che l’Italia avrebbe preferito un testo più ambizioso sul rafforzamento del CBAM, ma ha accettato la mediazione proposta in uno spirito di compromesso, auspicando ulteriori miglioramenti nel confronto con il Parlamento europeo”, ha sottolineato Casasco.

Secondo il deputato azzurro, CBAM ed ETS devono essere coordinati per coniugare gli obiettivi europei di decarbonizzazione con la competitività delle imprese: “solo produzioni europee forti e competitive potranno disporre delle risorse necessarie per investire nella sostenibilità; in caso contrario, il rischio è quello di una progressiva desertificazione industriale”, ha evidenziato.