"La Regione crede che il settore della Chimica debba assumere un’importanza centrale nella politica industriale europea, tenuto conto della pervasività dele produzioni che sono impattate dall’innovazione e trasformazione del settore (nel caso di Yara ad es., oltre ai fertilizzanti le produzioni riguardano il settore delle auto, il medicale, fino a soluzioni necessarie per la riduzione delle emissioni dei settori hard to abate)", così interviene Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione. "Il Cbam (Carbon border adjustment mechanism) è un elemento centrale della politica industriale e climatica europea, concepito per assicurare il mantenimento delle produzioni all’interno del perimetro europeo e fare in modo che le produzioni nazionali non debbano subire la concorrenza sleale extra Ue di aziende che non rispettano i vincoli e le norme ambientali obbligatorie in Europa. Ma oltre ad essere uno strumento di equità rispetto a produzioni che non rispettano gli standard attesi, ora sta divenendo un importante fattore di sovranità tecnologica europea. Nel campo dei fertilizzanti, ad esempio, anche a causa di problemi geopolitici vi possono essere limitazioni alle esportazioni da parte di paesi terzi che in assenza di produzioni locali possono portare ad una situazione di estrema criticità della filiera agroalimentare italiana. La disponibilità e l’uso corretto di fertilizzante è fondamentale per ottenere colture sane, redditizie, di altissima qualità in contesti climatici sempre più stressati. Solo investimenti innovativi di tutta la filiera (di cui fanno parte sia i produttori di fertilizzanti che gli agricoltori, che le imprese di trasformazione) potranno consentire di mantenere inalterato il contributo del sistema agroalimentare alla produzione di valore italiano. L’esenzione proposta dalla Commissione con l’introduzione dell’articolo 27 A, non è uno strumento efficace per aiutare gli agricoltori europei; al contrario rischia di creare effetti negativi per la prosperità ed indipendenza strategica delle filiere agroalimentari italiane ed i settori collegati. L’integrità del Cbam deve essere preservata come pilastro della competitività industriale dell’Europa". "Le preoccupazioni del vicepresidente – interviene Paolo Calvano, capogruppo del Pd in Regione – ai ministri e alla Commissione europea sul futuro del Cbam devono essere raccolte con grande attenzione dalla politica nazionale. Non siamo davanti a una questione tecnica, ma a una scelta che riguarda la competitività dell’industria europea, la tenuta delle filiere produttive e la credibilità della transizione ecologica".