di
Guido Olimpio
La rivelazione alla Cnn: sembrava un campo minato. Sarà compito dell’inchiesta rispondere ai dubbi, anche perchè tutto è avvenuto in territorio nemico e non sappiamo se la sorveglianza elettronica dell’Air Force abbia registrato qualcosa di interessante
Una testimonianza inedita al punto da sollevare interrogativi negli ambienti dell’intelligence Usa. È quella resa dal pilota del F-15 americano abbattuto il 3 aprile in Iran dalla difesa dei pasdaran. L’ufficiale ha raccontato che qualche istante prima avrebbe notato una formazione compatta di più droni volare nell’area di scontro: era simile «a una medusa», è stata la sua descrizione pubblicata dalla Cnn.
Sempre secondo il militare c’era un velivolo più grande e sotto mezzi più piccoli che costituivano una sorta di coda. Restavano in hovering (fermi in aria in volo «stazionario») per poi spostarsi in modo compatto. Una seconda fonte, citata dall’emittente Usa, ha paragonato la situazione a un campo minato composto da droni. Al momento non è stato chiarito (o rivelato) quali siano state le cause dell’abbattimento del caccia e, sempre per la tv, è stata considerata l’ipotesi che i droni abbiano favorito l’intercettamento di altri sistemi in dotazione a Teheran.











