Il tema della sostenibilità ambientale può essere talvolta molto divisivo. Da un lato, governi, aziende ed enti pubblici non hanno dubbi sulla necessità di accelerare sulla decarbonizzazione perseguendo entro il 2050, o prima, l’obiettivo della neutralità carbonica. Dall’altro, c’è la realtà: i consumi elettrici continuano ad aumentare, trainati soprattutto dalla domanda per nuovi data center dedicati al cloud e all’IA. Come trovare un equilibrio fra la necessità di innovazione e la riduzione delle emissioni? È un tema che si è posta anche Amazon, che è una delle più importanti aziende al mondo e, nonostante faccia ampissimo uso di mezzi di trasporto per le consegne e di data center (tramite AWS) si è impegnata a raggiungere il net zero già entro il 2040.
Come? Per scoprirlo siamo volati a Palermo, dove la multinazionale ha appena siglato con il fondo Capital Dynamics un accordo PPA (Power Purchase Agreement) per alimentare con energia totalmente rinnovabile le sue attività.
Abbattere i consumi dei data center: la strategia di AWS fra efficientamento delle infrastrutture e approvvigionamento da rinnovabili
Come spiega Giulia Gasparini, Country Manager di AWS per l’Italia, AWS lavora su due fronti per raggiungere la neutralità carbonica. Il primo è quello di puntare sulle rinnovabili per la fornitura di energia elettrica green. Sotto questo profilo, Amazon è il principale acquirente del Paese (e anche in Europa) di contratti di energia rinnovabili da eolico o solare. Solo in Italia l’azienda ha sviluppato 8 progetti rinnovabili su scala industriale, ai quali si sommano circa 32 progetti su scala minore e i pannelli fotovoltaici installati sui tetti di capannoni e data center. Queste infrastrutture sono oggi sufficienti a soddisfare i consumi di circa 425.000 famiglie italiane ogni anno.










