Si è svolto a Bruxelles il secondo vertice tra Unione europea e Moldova, che ha confermato la netta accelerazione del percorso di integrazione europea di Chișinău. L’incontro arriva a pochi giorni di distanza da un passaggio considerato storico: l’apertura del primo cluster dei negoziati di adesione all’Unione europea, relativo ai diritti fondamentali.

Con questo traguardo, Bruxelles ha di fatto inserito la Moldova nella fase più avanzata del processo di allargamento, anche se è ancora presto per stimare quando il Paese potrà diventare a tutti gli effetti Stato membro. Il prossimo passaggio chiave sarà l’apertura dei restanti cinque cluster negoziali, obiettivo che Chișinău punta a raggiungere entro la fine dell’estate. Resta tuttavia centrale la necessità di portare avanti riforme profonde, la cui complessità rimane elevata anche in un contesto politico caratterizzato da una forte trazione europeista.

Come per gli altri Paesi del Partenariato orientale - Ucraina, Georgia, Armenia e Azerbaigian - anche la Moldova presenta istituzioni ancora fragili, in particolare nel sistema giudiziario, motivo per cui l’Unione europea ha chiesto, nel corso dell’incontro, ulteriori riforme sostanziali. Bruxelles ha inoltre sottolineato la necessità di un track record credibile nella lotta alla corruzione.