L’accelerazione del cambiamento climatico ridisegna la mappa della vivibilità in Italia, ponendo le regioni meridionali e le aree costiere in prima linea sul fronte dell’emergenza termica. Il 2025 si è imposto ufficialmente come il quarto anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche moderne, facendo registrare un incremento medio delle temperature pari a 1,77 gradi centigradi rispetto ai valori storici di riferimento. Il dato emerge in maniera nitida dall’Indice di Vivibilità Climatica, l’annuale e dettagliato studio epidemiologico-ambientale elaborato dagli analisti di iLMeteo.it e dalle firme del Corriere della Sera, che ha preso in esame i parametri fisici registrati in 108 capoluoghi di provincia italiani. All’interno del dossier, una delle evidenze più allarmanti riguarda direttamente il territorio della Calabria, dove la persistenza dell’anticiclone e l’accumulo di calore continuano a manifestarsi con un’intensità senza precedenti, modificando i bioritmi della popolazione.

Il caso Reggio Calabria: tre mesi senza refrigerio notturno

L’analisi statistica focalizza l’attenzione su Reggio Calabria, trasformatasi in uno dei principali epicentri del fenomeno della “tropicalizzazione” notturna. Secondo lo studio di settore, nel capoluogo dello Stretto le notti tropicali, ovvero quelle specifiche finestre temporali in cui la colonnina di mercurio non riesce a scendere mai al di sotto della soglia dei 20 gradi centigradi, hanno superato la quota record di 110 episodi nel corso dell’anno. Questo bilancio posiziona la città calabrese ai vertici della classifica nazionale per stress termico notturno, in stretta e preoccupante coabitazione con realtà urbane come Taranto e Palermo. I dati descrivono uno scenario in cui per oltre tre mesi consecutivi è venuto a mancare il fisiologico refrigerio serale, una condizione ambientale critica che incide direttamente sulla salute pubblica, sul benessere psicofisico dei cittadini e sulla qualità del riposo, amplificando l’effetto isola di calore tipico dei centri marittimi e urbanizzati del Mezzogiorno. In Calabria Vibo si piazza al terzo posto (736 punti), Crotone 21ª posizione (con 640 punti nell’Indice), Catanzaro è al 31° posto (indice pari a 610), Reggio Calabria al 55° (567 punti), Cosenza al 73° (con 541 punti).