Zeletin, Montenegro - In questa foresta non c’è un cartello né un confine segnato, e il suo nome non compare in alcuna mappa ufficiale di protezione europea. Eppure è una delle foreste vetuste più integre dei Balcani occidentali: alberi di pino dei Balcani vecchi di secoli, legno morto che si accumula da decenni, una struttura che l’uomo non ha toccato. O quasi. Il primo giorno di lavoro sul campo, il team di Forest Beyond Borders ha trovato una strada forestale nuova che sale verso il cuore del bosco. E segni di taglio freschi.In Europa, solo il 2% delle foreste ha ancora questa qualità. Il resto è stato gestito, tagliato, trasformato nel corso di secoli di silvicoltura commerciale. Quel 2% si chiama foresta primaria, e la sua concentrazione più alta fuori dalla Romania e dall’Ucraina si trova proprio nei Balcani occidentali, sulle Alpi Dinariche - in Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia. La maggior parte non è mappata. La maggior parte non è protetta. Molte non hanno nemmeno un nome nei database europei.Forest Beyond Borders è un progetto triennale, avviato nel marzo 2025, che punta a cambiare questa situazione. Capofila è EuroNatur, partner scientifico la Czech University of Life Sciences di Praga, braccio operativo una rete di associazioni locali in cinque paesi. Budget totale: 580.000 euro per tre anni e cinque paesi. Wired Italia ha seguito le prime settimane di lavoro sul campo, a Zeletin.Foreste vetuste del Montenegro. Lì dove il legno morto è prezioso e conteggiato