Civitanova Marche (Macerata), 23 giugno 2026 – Scoperta maxi evasione fiscale nel settore calzaturiero, per oltre 430mila euro. Nei guai una ditta individuale gestita da soggetti di nazionalità cinese. È stata richiesta la cessazione d’ufficio della partita Iva. Nell’ambito dell’azione di controllo economico del territorio e del costante monitoraggio delle piccole e medie imprese che operano nel locale distretto industriale calzaturiero, i militari della Compagnia della Guardia di finanza di Civitanova hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di questo imprenditore di nazionalità cinese. L’indagine trae origine da specifiche attività di analisi e di rischio sviluppate mediante la consultazione delle banche dati in uso alle Fiamme Gialle, dalle quali sono emersi significativi indici di pericolosità fiscale. In particolare il contribuente non aveva provveduto, per diverse annualità, alla presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali. I finanzieri hanno pertanto avviato una verifica fiscale ai fini delle imposte dirette e dell’Iva per gli anni d’imposta dal 2019 al 2024. L’attività ispettiva, sviluppata attraverso l’esame della documentazione disponibile e la ricostruzione del volume d’affari effettivamente realizzato, ha consentito di qualificare l’imprenditore quale “evasore totale” per più periodi d’imposta e di ricostruire conseguente materia imponibile sottratta a tassazione. All’esito delle attività ispettive è stata constatata una base imponibile sottratta a tassazione ai fini Irpef per oltre 234mila euro, una base imponibile ai fini Irap per circa 130mila euro e un’Iva dovuta per oltre 68mila euro. Alla luce delle violazioni accertate, il reparto ha richiesto la cessazione della partita Iva e l’esclusione del soggetto dalla banca dati Vies (il sistema elettronico europeo che permette di verificare se un'azienda o un professionista con partita Iva è abilitato a effettuare operazioni commerciali all'interno dell'Unione Europea). L’attività svolta testimonia il costante impegno della Guardia di finanza nel contrasto all’evasione fiscale e all’economia sommersa, “fenomeni che arrecano un grave pregiudizio alle entrate dello Stato e alterano le condizioni di concorrenza a danno degli operatori economici che rispettano le regole”.