L’annosa crisi idrica che stringe d’assedio la Calabria approda nuovamente sui tavoli del Consiglio regionale attraverso un’azione ispettiva mirata a fare chiarezza sulla gestione della principale società di risorse idriche del territorio. Al centro della nuova offensiva politica vi sono i disservizi strutturali e l’erogazione a singhiozzo che stanno esasperando intere comunità, a partire dai grandi centri urbani fino alle aree periferiche.
“Depositata interrogazione su SoRiCal: la città in cui sono Presidente del Consiglio, Corigliano Rossano, è alla sete così come moltissime aree della Calabria. Disservizi continui e acqua a singhiozzo. Il Presidente della Regione ci spieghi perché, quella che al primo Consiglio aveva presentato come il nuovo fiore all’occhiello di questa 13ª legislatura, continui ad essere una società incapace di garantire il bene primario per eccellenza: l’acqua” afferma Rosellina Madeo (Pd).
I dati Istat sulle perdite e il collasso della rete cosentina
La contestazione non si limita alla gestione quotidiana delle emergenze, ma investe lo stato di obsolescenza in cui versa l’intera infrastruttura di distribuzione. I dati ufficiali delineano uno scenario critico che colloca la regione ai vertici nazionali per dispersione di risorsa idrica, con picchi penalizzanti proprio nel territorio cosentino, dove oltre la metà dell’acqua immessa nelle tubature si disperde prima di raggiungere le utenze domestiche.












