Garantire continuità agli investimenti infrastrutturali dopo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), accelerare la transizione energetica e ambientale e rafforzare la competitività del Paese. È questo il messaggio lanciato da Utilitalia nel corso dell’Assemblea generale “Le utility oltre il Pnrr”, che ha riunito a Roma imprese, istituzioni e stakeholder per discutere il futuro dei servizi pubblici locali nella fase successiva alla conclusione del programma europeo.
Negli ultimi anni il Pnrr ha rappresentato un acceleratore senza precedenti per il settore, attivando circa 24 miliardi di euro di investimenti nei comparti dell’acqua, dei rifiuti e dell’energia. Risorse che hanno contribuito a finanziare interventi per la riduzione delle perdite idriche, la realizzazione di nuovi impianti per l’economia circolare e la digitalizzazione delle infrastrutture energetiche. Una stagione che, secondo la federazione, non può però esaurire il fabbisogno infrastrutturale del Paese.
Le utility italiane rappresentano infatti uno dei principali motori industriali della transizione. Il comparto genera circa 37 miliardi di euro di valore aggiunto e occupa oltre 330 mila addetti, svolgendo un ruolo centrale nello sviluppo delle infrastrutture strategiche nazionali. La sfida, ora, è evitare che la fine dei fondi straordinari provochi un rallentamento degli investimenti proprio nel momento in cui aumentano le esigenze di modernizzazione del sistema.







