Investimenti monstre per 19 miliardi, nei prossimi cinque anni, «a partire dalle reti elettriche, che saranno la sfida delle sfide». Ad annunciarli è il vice presidente vicario di Utilitalia (nonché presidente esecutivo di Iren), Luca Dal Fabbro. A metterli sul piatto saranno – secondo le stime della Federazione delle aziende di servizi pubblici in elettricità, gas, acqua e ambiente – saranno le principali utility italiane per far fronte alla radicale trasformazione del settore, oltre che ovviamente agli obiettivi di decarbonizzazione e di contrasto ai cambiamenti climatici. Del resto, come noto, con il Green Deal e la Legge Europea per il Clima, l’Ue ha individuato come punto di attenzione la neutralità climatica al 2050.
Si tratta di un percorso ambizioso che chiama in causa le utility – evidenzia Dal Fabbro – principalmente su tre fronti, acqua, reti e sviluppo delle rinnovabili, il tutto «ragionando sulle nuove tecnologie a disposizione sul mercato» e senza perdere di vista la propria mission storica, cioè «investire sui territori e fornire servizi di alta qualità e competitivi ai clienti».
Il cambio di passo sugli investimenti
Percorrere questa strada non sarà semplice, anche se le utility stesse hanno dimostrato negli ultimi anni grande resilienza a fronte di choc importanti, a partire dal Covid e dall’impennata dei prezzi delle commodity seguita alla guerra in Ucraina. Questa volta, di certo, sarà necessaria un’evoluzione e, in alcuni casi, la trasformazione di tutti i principali segmenti della filiera energetica, con la conseguente necessità di ingenti investimenti, che Utilitalia ha quantificato appunto in 19 miliardi.






