Da oltre dieci anni i furetti fanno parte di un programma di terapia assistita con animali all'interno dell'istituto minorile di Wetherby, nel West Yorkshire. La struttura ospita alcuni dei ragazzi più vulnerabili del sistema penitenziario britannico. Ora un episodio avvenuto durante un intervento contro un'infestazione di ratti ha sollevato forti critiche da parte del sindacato degli agenti penitenziari e delle associazioni per il benessere animale.

L'episodio che ha scatenato le proteste

Un caso avvenuto all'interno dell'HMYOI Wetherby, il più grande carcere minorile del Regno Unito, ha acceso un acceso dibattito sulle condizioni di detenzione, sulla tutela degli animali e sul benessere dei giovani detenuti.

Secondo quanto emerso da una denuncia sindacale visionata dal quotidiano britannico The Guardian, alcuni furetti normalmente impiegati in attività terapeutiche sarebbero stati autorizzati a dare la caccia ai ratti che da settimane infestavano uffici e aree esterne dell'istituto.

La decisione sarebbe stata presa lo scorso mese in seguito a un forte aumento della presenza di roditori all'interno della struttura. L'operazione avrebbe coinvolto personale penitenziario e alcuni giovani detenuti autorizzati a svolgere mansioni di manutenzione nell'ambito della cosiddetta "Q Branch".