Durante un fine settimana dedicato al programma di cattura, sterilizzazione e rilascio dei gatti di Alexandria, in Virginia, i volontari dell’associazione Tails High si sono trovati davanti a una scena inattesa. Tra quasi trenta mici da aiutare, hanno scoperto una piccola famiglia felina che stava lottando per sopravvivere.
Accanto a una giovane mamma di nome Recess, che proteggeva tre micetti, c’era un gattino diverso da tutti gli altri: più grande, più robusto, eppure aggrappato a lei come se fosse davvero suo figlio. La sua mamma biologica, secondo i volontari, era probabilmente scappata o non era più tornata. Così Recess aveva deciso di accoglierlo, senza esitazioni. Ma quel gattino arancione aveva un’altra sfida da affrontare: non riusciva a usare le zampe posteriori.
Un cucciolo paralizzato
“Era chiaramente più grande degli altri, ma non poteva muovere le zampe posteriori”, hanno raccontato i volontari. “Quella famiglia aveva bisogno di un aiuto extra, subito”. Il piccolo è stato chiamato Simon Says, e per lui serviva un affido specializzato. Ryen, volontaria con esperienza in casi complessi, non ha avuto dubbi: ha spalancato le porte di casa. Dopo ore di coordinamento e una lunga serie di visite veterinarie, la nuova famiglia allargata è arrivata al sicuro. La diagnosi non ha lasciato dubbi: la paralisi del gatto era dovuta a una lesione spinale. Nessuna possibilità di recupero completo, ma una vita degna? Sì, quella era possibile. E Simon non ha mai smesso di dimostrarlo.






