Una tragica notizia arrivata dalla Francia riaccende i riflettori su un fenomeno drammatico: l’amnesia dissociativa legata all’abbandono involontario dei minori in auto, nota come sindrome del bambino dimenticato. Un piccolo di due anni e uno di quattro sono morti a Carpentras, nel sud del Paese, dopo essere stati lasciati inavvertitamente nella vettura dalla madre, rientrata dalla spesa e convinta di averli già fatti scendere.
Si tratta dell’ultimo episodio di una lunga sequela registrata a livello globale. Alla base c’è un vuoto di memoria transitorio che può colpire chiunque, indipendentemente da condizione sociale o livello di attenzione: il bambino dimenticato muore per ipertermia (colpo di calore), oppure per asfissia o disidratazione.
Secondo medici e psicologi, in determinate situazioni la mente attiva un meccanismo automatico di difesa in risposta a stress, stanchezza o sovraccarico cognitivo, spesso legati a problemi personali, familiari o professionali. In questo contesto il cervello entra in una sorta di “pilota automatico”, separando le funzioni coscienti da quelle motorie: qui si manifesta la dissociazione.
Anche il genitore più attento può convincersi di aver compiuto un’azione - come accompagnare il figlio al nido - che in realtà è stata solo pianificata, cancellando dalla memoria immediata la presenza del piccolo nell’abitacolo. Una condizione più frequente durante le giornate di afa, quando caldo e umidità mettono a dura prova lucidità e risorse mentali.











