C’è chi si schiera con Giorgia Meloni, ma non osa nominare Donald Trump. Chi la rinnega e guarda a Vannacci e chi nel dubbio preferisce buttarsi sulle scommesse di Polymarket. Le reazioni della galassia dei content creator e new media italiani vicini al mondo Maga americano rivelano molto del momento difficile per i sostenitori di Trump nel nostro paese.
I tempi dell’idillio tra la presidente del Consiglio italiana e il presidente statunitense sembrano ormai del tutto svaniti. E riorientarsi per i Maga nostrani è un problema non da poco. Il primo a reagire è stato Joey Mannarino. Lo stratega italoamericano della comunicazione politica MAGA in Europa si era distinto negli ultimi anni proprio per i suoi elogi a Meloni e al suo governo. A dicembre 2025 aveva anche partecipato ad Atreju, la festa nazionale di Fratelli d’Italia. Da qui aveva ringraziato la «fantastica leadership italiana». Ora però tutto è cambiato. Negli ultimi giorni il portavoce del mondo Maga ha pubblicato una serie di post molto aggressivi contro la presidente del Consiglio.
Secondo Mannarino, Meloni «non ha fatto nulla sull’immigrazione» e starebbe attaccando Trump per «diventare presidente dell’Unione europea» (non è chiaro a che carica si riferisca, ndr). Il cofondatore dell’Overton Institute, organizzazione propagandistica dell’ideologia Maga nel mondo, si è anche spinto oltre evocando quel nome che tanto agita Meloni e i suoi alleati: Roberto Vannacci.










