I cani possono essere destrimani o mancini, comprenderlo però è più complicato di quel che potrebbe sembrare. D’altronde anche negli esseri umani è più difficile di quanto si creda. Lo ha ricordato, nei giorni scorsi, un team di ricercatori italiani sulle pagine della rivista Royal Society Open Science, presentando un nuovo sistema per comprendere se il vostro cane è destrimane o mancino. Ma prima di tutto, perché farlo, perché studiarlo?

Il team di Marcello Siniscalchi dell’Università di Bari a capo dello studio era interessato ad approfondire i meccanismi che regolano la lateralità, ovvero la dominanza di un lato rispetto all’altro, corrispondente a una dominanza emisferica, come appunto la preferenza di una mano – o zampa – rispetto all’altra. Negli ultimi anni diverse ricerche, ricordano gli autori, hanno mostrato l’esistenza della lateralità nei cani in diversi ambito, quello motorio sì, ma anche quello sensoriale. “Oltre alla loro importanza nella ricerca comparativa sulla lateralità – si legge nel paper – i cani rappresentano anche un eccellente modello traslazionale grazie alla loro lunga storia evolutiva condivisa con gli esseri umani, che ha portato allo sviluppo di capacità socio-cognitive avanzate e caratteristiche comportamentali paragonabili a quelle umane”. Per questo hanno voluto capirne di più.