Meta ha sospeso il programma interno Model Capability Initiative (MCI), avviato nella primavera del 2026 negli Stati Uniti per raccogliere dati operativi dai computer aziendali dei dipendenti e addestrare sistemi di Intelligenza Artificiale.
La decisione è arrivata dopo la scoperta di una grave esposizione interna di dati sensibili, un episodio che riapre il dibattito sui limiti etici e normativi della raccolta dati nei luoghi di lavoro. Il caso è già considerato uno dei più rilevanti degli ultimi mesi nel rapporto tra sviluppo dell’AI e tutela della privacy aziendale.
Come funzionava il monitoraggio sui dipendenti
Il software installato sui computer aziendali acquisiva pressione di tasti, movimenti del mouse, clic e contenuti visualizzati a schermo, attingendo da oltre 200 applicazioni e siti web.
L’obiettivo dichiarato era costruire dataset comportamentali per addestrare agenti software capaci di replicare operazioni eseguite da utenti esperti. Meta aveva assicurato che i dati non sarebbero stati usati per valutazioni delle prestazioni o sorveglianza tradizionale, ma fin dal lancio numerosi dipendenti avevano contestato il progetto con petizioni interne che hanno raccolto oltre 1.500 firme.













