Si è concluso con la condanna a due anni il processo di primo grado nei confronti di Alberto Adragna, un 46enne accusato di aver devastato un locale del Pronto soccorso dell’ospedale Papardo e di aver aggredito una guardia giurata intervenuta per bloccarlo.L’episodio risale ad aprile scorso. L’uomo fu arrestato dagli agenti delle Volanti intervenuti per bloccato e riportare la calma su richiesta del personale dell’ospedale. Per il personale medico e infermieristico che quel giorno era in servizio, furono momenti di grande tensione mentre la stanza e gli arredi riportarono parecchi danni. L’indomani il 46enne fu portato in tribunale per essere giudicato per direttissima.Adesso il processo si è concluso con la condanna a due anni di reclusione. Il giudice Alfio Impellizzeri ha riconosciuto le aggravanti equivalenti alle attenuanti con l’incapacità parziale di intendere e volere disponendo anche due anni di libertà vigilata. La richiesta di una perizia psichiatrica era stata avanzata fin dal primo momento dal legale dell’uomo, l’avvocato Giuseppe Romeo. Il giudice aveva infatti accolto la richiesta di rito abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia psichiatrica.
Il quarantaseienne era giunto al Pronto soccorso del Papardo a bordo di un’ambulanza. All’improvviso era andato in escandescenza devastando una stanza di attesa adibita ai pazienti psichiatrici. Non fu facile bloccarlo, prima fu necessario l’intervento di una guardia giurata, rimasta ferita, poi l’arrivo dei poliziotti che lo bloccarono arrestandolo per danneggiamento, resistenza e lesioni personali gravi arrecate a Pubblico Ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. Il giudice, dopo la convalida dispose i domiciliari.








