Non è l’intelligenza artificiale che sta togliendo lavoro. È il lavoro che sta cambiando pelle. È ciò che racconta il nuovo report di LinkedIn Economic Graph sul mercato del lavoro nell’Unione europea e nel Regno unito. Secondo la ricerca, l’IA non sta provocando un crollo dell’occupazione ma sta riscrivendo le competenze che aziende e organizzazioni cercano nelle persone. Il primo dato che colpisce riguarda le assunzioni. In Italia, ad esempio, resta inferiore di circa il 30% rispetto al periodo precedente alla pandemia. Una frenata che, secondo il report, non può essere attribuita all’avanzata dell’intelligenza artificiale. A pesare sono soprattutto le incertezze economiche, finanziarie e geopolitiche che continuano a caratterizzare lo scenario internazionale.
Per quanto riguarda le competenze, invece, i ruoli maggiormente esposti all’impatto dell’IA non stanno registrando riduzioni occupazionali significativamente superiori rispetto ad altri settori. Anzi. Le aziende cercano sempre più professionisti capaci di lavorare insieme alle tecnologie intelligenti e di trasformarne il potenziale in valore concreto. La nuova parola chiave è integrazione. Non basta conoscere gli strumenti digitali. Servono anche leadership, capacità decisionale, comunicazione efficace, collaborazione e pensiero strategico. In altre parole, cresce il valore di ciò che rende umano il lavoro.








