Se siete dei lettori accaniti di fumetti italiani, il nome Deboroh La Roccia potrebbe farvi accendere una lampadina. Deboroh è il Bruce Wayne italiano, l’alter ego del più grande supereroe mai partorito dalla nona arte del nostro Paese. Di chi stiamo parlando? Ma di «Rat-Man» , ovviamente! Nato nel 1989, «Rat-Man» è rapidamente diventato un personaggio senza tempo: non solo perché scimmiotta le icone della Golden Age dei comics americani - Batman e Spider-Man, su tutti -, ma anche perché lo fa con un’ironia tagliente, calandosi in situazioni così surreali da sfiorare l’incomprensibile. Ma «Rat-Man» non sarebbe mai diventato un’icona del fumetto nostrano senza l’inconfondibile stile di Leo Ortolani. Tra i più influenti autori degli ultimi trent’anni, Ortolani è un artista prolifico e poliedrico, un punto di riferimento per la comunità italiana del fumetto e un commentatore attento (e pure un po’ caustico) delle tendenze della sua industria. Proprio per questo, è stato incoronato Magister del «Comicon» di Napoli, conservando il titolo anche per l’edizione 2026 del «Bergamo Comicon», in programma dal 26 al 28 giugno. Noi di Eppen lo abbiamo intervistato.

Leo Ortolani è il Magister del «Comicon» di Bergamo