di
Alessio Di Sauro
Il meteorologo Mattia Gussoni:« È come se rispetto al secolo scorso la latitudine di Milano si fosse abbassata all’altezza del Mezzogiorno». Lunedì seduta del consiglio comunale interrotta per blackout
C’era una volta l’ombra della Madonnina. «Ogni anno si dice che quella appena trascorsa è stata l’estate più calda del secolo. Pare una boutade, ma presto dovremo abituarci a questa nuova realtà». Al netto delle temperature tropicali di questi giorni — foriere di numerosi blackout che, tra gli altri, lunedì hanno condotto all’interruzione anticipata dei lavori della seduta del Consiglio comunale e più di 20 interventi dei vigili del fuoco in città — le nubi si stagliano sul futuro climatico di Milano e della Lombardia: uno scenario a tinte fosche fotografato dagli esperti de IlMeteo.it, che nel loro annuale indice di vivibilità climatica (VAI ALLO SPECIALE DI CORRIERE.IT) collocano il capoluogo in 74esima posizione su 108 province prese in esame, con 17 parametri processati.
In città fa caldo, sempre di più: colpa dell’afa opprimente in estate e di un numero di notti tropicali che nel 2025 ha toccato quota 77, a fronte delle sole 39 del 2000. «Il cambiamento climatico ha fatto decollare le temperature negli ultimi 25 anni — spiega il meteorologo Mattia Gussoni, tra gli autori della ricerca —. È come se rispetto al secolo scorso la latitudine di Milano si fosse abbassata all’altezza del Mezzogiorno». Dati riscontrabili non solo nel periodo estivo: «A Milano non nevica da cinque anni, nel 2025 non si sono mai verificate giornate con temperature minime al di sotto dei tre gradi, mentre nei primi 2000 se ne verificavano almeno una ventina all’anno — continua l’esperto —. Non è normale, Milano deve essere una città fredda».














