Presunta diffamazione nei confronti dell’ex procuratore antimafia Pier Luigi Vigna, scomparso nel 2012. Il pm Alberto Bancalà il 4 maggio scorso aveva chiesto la condanna di Luciano Malatesta, colligiano, 58 anni, ad un anno e tre mesi per aver infangato la reputazione del magistrato in un’intervista trasmessa sul canale ’Crime+Investigation’ visibile sulla piattaforma satellitare Sky. L’accusa era di diffamazione avendo sostenuto "che Vigna sarebbe stato coinvolto in vicende collegate ai delitti del Mostro di Firenze". Il giudice Francesco Picardi aveva rinviato per eventuali repliche e la sentenza all’udienza di ieri che si è conclusa con l’assoluzione di Malatesta, difeso dall’avvocato Stefano Cipriani (nella foto). "Il fatto non costituisce reato", il verdetto nei confronti del fratello di Milva, la donna trovata morta carbonizzata il 20 agosto 1993 insieme al figlio di 3 anni. Fra 70 giorni le motivazioni della sentenza da cui si comprenderanno meglio le ragioni alla base della decisione. Tra l’altro, il difensore dell’imputato aveva depositato una memoria a fine maggio dove rinviava ad un link relativo ad un servizio sul Mostro realizzato da ’Le Iene’. "Sono contento per Luciano perché – commenta a caldo l’avvocato Cipriani – rischiava di restare una delle poche vittime giudiziarie di questa lunga vicenda. Ma soprattutto perché non ha fatto altro che confidarsi con le persone che per lui rappresentavano l’autorità". La famiglia del magistrato non si era costituita parte civile nel processo.