Nascondeva la cocaina in pizzeria: condannato a 14 anni, dieci mesi e 20 giorni di reclusione dovrà pagare anche una multa di 127.800 euro. A poco più di anno dall’arresto per il ristoratore folignate, Gianpaolo Coresi, arriva la condanna in primo grado del Tribunale di Perugia. A comunicarlo il procuratore Gennaro Iannarone. I fatti risalgono alla fine di gennaio 2025 quando il 47enne folignate fu arretato in flagranza per la detenzione di 65 chilogrammi circa di cocaina. Reato per cui è stata riconosciuta l’aggravante dell’ingente quantità di stupefacente, prevista dalla legge di riferimento. Il ristoratore folignate fu sorpreso al volante dell’auto lungo la strada Flaminia, poi in seguito alle perquisizioni in pizzeri, ma anche nelle pertinenze dell’abitazione di famiglia fu rinvenuto l’ingente quantitativo di droga che sul mercato al dettaglio avrebbe potuto fruttare, secondo gli inquirenti, circa sei milioni di euro. Per l’accusa il ruolo del 47enne folignate, processato con il rito abbreviato, è quello del corriere che avrebbe detenuto la cocaina per conto di un’organizzazione criminale composta da un gruppo di albanesi; la relativa indagine della guardia di finanza di recente ha portato all’arresto di altre sei persone. Oltre alla detenzione di stupefacentiil ristoratore, difeso dall’avvocato Benedetto Marzocchi Buratti (che contattato ha preferito non commentare) è stato condannato anche per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina. Il giudice dell’udienza preliminare Simona Di Maria ha leggermente ridotto la richiesta del procuratore aggiunto Gennaro Iannarone che aveva chiesto 16 anni di reclusione per l’imputato. "La condanna è intervenuta altresì con riferimento ad ulteriori capi di imputazione – spiega la Procura - relativi alla detenzione, al trasporto e alla cessione di cocaina, uno dei quali oggetto di modifica dell’imputazione in udienza conseguente alle nuove prove addotte". L’imputato è stato condannato anche per il delitto di associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina con altri soggetti, alcuni dei quali destinatari di misura cautelare custodiale. L’imputato è stato assolto, invece, dal reato di autoriciclaggio. "Il gup ha ritenuto l’utilizzabilità delle intercettazioni riversate nel procedimento" precisa ancora la Procura. Trattandosi di sentenza di primo grado, non è escluso anzi è probabile il ricorso in appello da parte della difesa.