Estorsioni ai danni dei connazionali del Bangladesh per migliaia di euro. Con questa accusa è finito in carcere S.B. 31 anni, in Italia dal 2011, residente a Antegnate, finito al centro delle indagini del Comando provinciale della Guardia di finanza di Bergamo coordinate dalla Procura e svolte dalla Compagnia di Treviglio. Nei suoi confronti è già stato richiesto il rinvio a giudizio. All’appello manca ancora un connazionale. Diversi i casi di estorsione accertati durante le indagini a connazionali che facevano ingresso in Italia previo pagamento all’indagato di decine di migliaia di euro. Versamenti non inferiori ai 500 euro, a partire da gennaio 2025. Con la prospettiva di un possibile futuro migliore, le vittime giungevano al di sotto delle Alpi in condizioni di difficoltà economica con la promessa di trovare occupazione nelle società manifatturiere della Bassa Bergamasca, dove vivevano sia l’indagato sia gli altri connazionali.
All’arrivo in Italia però l’indagato sottraeva ai connazionali i documenti personali estorcendo loro denaro in contante che, con cadenza mensile, veniva consegnato dalle vittime anche a seguito di violenze e minacce di morte per poi spedire il corpo ridotto in pezzi in Bangladesh ove non avesse corrisposto alle richieste mensili di parte dello stipendio percepito. Una delle vittime è finita anche al Pronto soccorso dell’Ospedale di Romano di Lombardia, dove si era recato per farsi medicare dopo essere stato malmenato. Contestualmente i militari di Treviglio hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione dell’indagato: sono state rinvenute decine di copie di passaporti e contratti di lavoro riconducibili a cittadini bengalesi.









