Con vendite a 75 milioni e una governance ancora in transizione, Corneliani apre la fase due del suo rilancio. «Con numeri stabili possiamo guardare a nuovi soci e a una crescita più strutturata», spiega a margine della presentazione s-s 2027 a MFF l"ad Giorgio Brandazza, che guida il brand dal 2019 e oggi gestisce il dossier industriale con la privata Investcorp al 52% e Invitalia (success story del Mimit, ndr) che valuta l"uscita dal capitale.
Il percorso recente resta centrale nella lettura del presente. «Il nostro concordato è stato un periodo lunghissimo.
Ufficialmente abbiamo iniziato a giugno 2020 e ne siamo usciti a marzo 2021 con il progetto di rilancio», ricorda Brandazza, sottolineando la fase di ristrutturazione che ha coinvolto anche l"intervento pubblico ed è considerata una success story capace di salvare oltre 650 posti di lavoro.
La nuova collezione presentata a Palazzo Durini segna però un cambio di passo anche creativo tra scenografie generate con intelligenza artificiale e ambienti digitali immersivi.
Il focus è sull"abito a quattro bottoni in Ripple wool e su una silhouette più morbida e fluida. «Puntiamo a 15/20 store diretti nelle location fondamentali», spiega Brandazza. «La priorità è garantire continuità produttiva e occupazionale», ribadisce il manager, mentre il marchio prova a trasformare la fase di passaggio in un nuovo ciclo di crescita.






