Roma, 23 giugno 2026 – La riforma del Codice della Strada da sola non basta a fermare la strage sulle strade italiane. Solo nell’ultimo weekend 28 morti: una bimba di appena due mesi sulla Pontina, una di 4 anni investita in Calabria, i ragazzi di 15 e 17 anni morti in scooter a Salerno, Siracusa e in Versilia, la ciclista investita in Trentino e i tre 17enni finiti con l’auto nel canale Villoresi, a Senago. Oltre 500 le vittime della strage del sabato sera da inizio anno, mentre con 51,4 morti per milione di abitanti nel 2024 l’Italia si piazza tra i 9 Paesi peggiori in Europa. Numeri drammatici, di fronte ai quali Salvini ha convocato per oggi un vertice con Piantedosi. Ma un modello a cui guardare per invertire il trend, c’è. “Con 16 morti sulle strade per milione di abitanti, la Norvegia è il Paese più sicuro in Europa” afferma con orgoglio Christoffer Solstad Steen, responsabile della comunicazione del Consiglio Norvegese per la Sicurezza Stradale Trygg Trafikk.
Come avete raggiunto questo risultato?
“Infrastrutture sicure, regole efficaci e tecnologia avanzata. Il piano Towards Vision Zero include 179 misure con l’obiettivo scendere sotto i 50 morti l’anno entro il 2030 e azzerarli entro il 2050. Ma un fattore chiave è sicuramente culturale. L’impegno della politica nazionale sulla Vision Zero, a partire dai primi anni duemila, ha fatto il resto”.










