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16 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:48
Meno incidenti e meno morti sulle strade italiane nei primi sei mesi del 2025, ma ancora i numeri delle vittime sono troppo alti. Il recente rapporto di Aci e Istat è stato subito rilanciato dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, guidato da Matteo Salvini, sottolineando che il nuovo Codice della strada è “fondamentale per salvare vite”. Ma i quasi 100 morti in meno (1.310 contro i 1.406 dei primi sei mesi del 2024) non sono sufficienti e viene evidenziato nello stesso rapporto: “La riduzione delle vittime mostra un progresso che negli ultimi anni è stato debole, confermando la necessità di intensificare le azioni per conseguire l’obiettivo europeo del dimezzamento delle vittime entro il 2030″. Per risalire la graduatoria sul tasso di mortalità stradale – che vede l’Italia ancora al diciannovesimo posto tra i 27 Paesi Ue – serve pertanto intervenire per migliorare la sicurezza stradale: ma cosa sta facendo il governo sul tema? Al di là degli annunci, continua la battaglia di Salvini contro gli autovelox senza però intervenire sul nodo fondamentale dell’omologazione, mentre le infrastrutture stradali presentano numerose criticità (come i guardrail vecchi e non aggiornati) e le norme attuali non prevedono ulteriori strumenti per ridurre in maniera consistente i tassi di mortalità e incidentalità. Argomento che oggi, in occasione della Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada, assume particolare rilievo.








