Il decreto è ancora in Parlamento, ma le nomine sono state approntate. È stato scelto il commissario straordinario che gestirà l’attuazione di uno dei tre «pilastri» del Piano Casa, il recupero di 60mila alloggi dismessi dell’edilizia residenziale pubblica, l’unica parte del progetto che ha delle risorse certe, ma utili solo per 35mila case.

PER TROVARLO il ministro delle Infrastrutture Salvini, che si è intestato la misura, è andato a pescare in casa. A coordinare i progetti ci sarà Felice Squitieri: architetto, imprenditore, commissario Via (Valutazione di impatto ambientale) del ministero dello Sviluppo economico, militante della Lega. Nel Carroccio per un periodo ha avuto l’incarico da responsabile del dipartimento Energia nel Lazio, poi ne è stato commissario in provincia. Ora gli è stato affidato il compito di censire gli alloggi da ristrutturare e programmare gli interventi, che dovrebbero svolgersi da qui a un anno: il suo incarico, da decreto, scade a fine 2027. Il suo compenso, compreso l’eventuale sub-commissario che potrà nominare, potrebbe raggiungere quasi un milione di euro. Porta con sé una dote di 970 milioni, le quasi uniche risorse certe del piano che, per il resto, è affidato a future revisioni di fondi europei e (soprattutto) investimenti privati. E anche il censimento delle case popolari da ristrutturare su cui intervenire è pressoché pronto: dei 60mila auspicati da Salvini quasi la metà si trovano nelle regioni del Nord. Seimila sono in Veneto, 5mila in Emilia-Romagna, 17mila in Lombardia, la stessa regione dove nel giro di un anno e mezzo andranno al voto prima Milano, con le comunali, e poi le elezioni regionali.