Il previsto vertice Ue-Gran Bretagna del 22 luglio potrebbe venire annullato. È il primo effetto delle dimissioni di Keir Starmer sulle relazioni tra Bruxelles e Londra. Al precedente vertice, il 19 maggio 2025, era stata firmata una partnership nei settori della difesa e della sicurezza, oltre a un accordo sulla politica della pesca, che garantisce un accesso reciproco alle acque fino al 2038. Domani, a Berlino c’è un E5, l’estensione dell’E3 (Germania, Francia, Gran Bretagna) a Italia e Polonia, dedicato all’Ucraina e al corridoio di dialogo con la Russia, mentre un canale è stato aperto anche dal presidente del Consiglio europeo, António Costa.
La rapida successione di premier a Downing Street dal voto della Brexit esattamente dieci anni fa – era il 23 giugno 2016 quando con il 51,89% di sì il Paese decise il divorzio dall’Unione -, non ha aiutato a trovare una nuova relazione con l’Europa. Dopo i 47 anni di adesione della Gran Bretagna al blocco, costellati di opt out, poi naufragati, in seguito all’entrata in vigore effettiva della Brexit il 31 gennaio 2020, gli scambi commerciali con la Ue hanno subito un calo del 15% (malgrado una svalutazione della sterlina del 13%), che poi si è tradotto in una perdita di crescita del pil britannico del 6-8%.














