Lo scenario è sempre lo stesso: Edoardo Bennato dal suo balcone che domina il golfo di Bagnoli, con Nisida in primo piano alle sue spalle, che si diverte a canticchiare i primi versi della sigla dell’America’s Cup. Esattamente come 10 giorni fa, quando anticipò a Il Mattino che avrebbe composto musica e parole dell’inno della Coppa America di vela rivelando che ci stava lavorando da un anno: «Quella che vedete alle mie spalle - dice l’artista che ridacchia sornione - è Nisida che come recita la mia canzone è un’isola e nessuno lo sa. E questo è il mio balcone su Nisida, su Bagnoli Coroglio, sui Campi Flegrei, dove si svolgeranno le gare dell’America's Cup. Qualcuno mi ha detto, ma perché non fai una sigla per l’America’s cup? E ci ho provato. Sono partito proprio dal verso “America’ s Cup, America, America's Cup, America”, semplice.

E poi ho ripescato versi di canzoni dimenticate di quattro decenni fa, che parlano proprio della forza e dell’energia del vento, di come domarlo nei limiti dell’umano e come pilotare il vento. È proprio in questa grande Nisida che faccio windsurf, vela non l’ho mai fatta, e comunque Nisida è un’isola e nessuno lo sa». Un concetto a lui caro da 40 anni e che significa, in buona sostanza, che in quasi mezzo secolo nessun politico si è accorto che la ricchezza di quel territorio è l’ambiente. C’è voluto il patto tra la premier Giorgia Meloni - che ha scaricato su Bagnoli, che sarà la base operativa della competizione 1,2 miliardi per il risanamento dei suoli e del mare - e il sindaco commissario per le bonifiche dell’area ex Italsider Gaetano Manfredi per sbloccare uno stallo infinito. LA CANZONE Nulla di definitivo né per il testo e nemmeno per gli arrangiamenti musicali però la traccia c’è. Quello che si percepisce è che Bennato si sta divertendo. Lo aveva promesso 10 giorni fa con queste parole molto simili a quelle di ieri: «Napoli con il suo mare - spiegava l’artista in un video - la sua spettacolarità, con le sue tradizioni è sicuramente la location migliore per ospitare l’America’s Cup. Non solo Napoli, ma tutta l’area flegrea. Ho avuto la fortuna di nascere in questo posto e di viverci. E da qui che io traggo energia, carica e propositività. Scrivere la sigla di un evento sportivo, e per me non è la prima volta, ha l’obiettivo di dare energia agli altri. La musica assolve a questo scopo: dare energia e carica a tutti quanti voi e spero di riuscirci. Uno dei miei sport preferiti è il windsurf, è utile. S’impara a capire il vento...». Bennato ha solo canticchiato un paio di versi e il ritornello confermando che dal suo territorio dove è nato, vissuto e abita ancora è fonte di ispirazione anche sulla soglia degli 80 anni che festeggerà il prossimo mese. «America, America’ s Cup, America’s Cup a Napoli chi va per mare, è un uomo fortunato perché sa capire il vento e la magia di cavalcare l’onda». Un richiamo ancora al suo amato windsurf. La sensazione è che le note di Bennato dedicate alla sua città più che all’America’s Cup, il tramite per stappare l’economia del mare e dello sport, potrebbero avere lo stesso impatto di “Notti magiche” canzone composta per i mondiali di calcio del 1990 che si svolsero in Italia. Intanto, i preparativi per le preregate di settembre che si svolgeranno sul lungomare di via Caracciolo procedono spediti. Con il soggetto attuatore della Coppa America “Sport e Salute”, società del Mef guidata dal Presidente operativo Marco Mezzaroma e dal direttore generale Diego Nepi Molineris riconfermati la settimana scorsa. Che già hanno accontentato - in un certo senso - Bennato portando le preregate della Coppa America a Nisida dove i team che vi parteciperanno avranno la loro base.