A Brno è andato in scena a porte chiuse il primo vero test della MotoGP del futuro con le moto da 850cc e le gomme Pirelli. Nessun cronometraggio ufficiale, ma dal paddock sono filtrati tempi, cadute e indicazioni tecniche.
Il futuro della MotoGP è iniziato lontano dalle telecamere. A Brno, il giorno dopo il GP della Repubblica Ceca vinto da Marc Marquez, è andato in scena il primo vero test con le moto pensate per il nuovo regolamento tecnico: cilindrata ridotta da 1000 a 850cc, gomme Pirelli al posto delle Michelin, aerodinamica limitata e addio agli abbassatori. Una sessione a porte chiuse, senza media, fotografi e soprattutto senza cronometraggio ufficiale. Per questo tutto ciò che è filtrato va letto con prudenza: i tempi ci sono, ma non sono una classifica.
Il test è arrivato nello stesso giorno in cui la MotoGP ha annunciato anche una modifica immediata alle regole del Mondiale in corso, quasi un'anticipazione parziale di ciò che si vedrà dal 2027. Già da Assen sarà vietato l'utilizzo degli abbassatori in griglia, mentre dal GP di Germania cambierà anche la disposizione delle file di partenza, con più spazio tra una moto e l'altra per ridurre i rischi nelle fasi iniziali. Una stretta nata dopo gli episodi di questa stagione e che va nella stessa direzione del nuovo regolamento tecnico: meno dispositivi artificiali, meno esasperazione in partenza e una MotoGP più controllabile sul piano della sicurezza. In pista c'erano tutti e cinque i costruttori. Ducati ha schierato Marc Marquez e Fermin Aldeguer, Aprilia Marco Bezzecchi e Raul Fernandez, Honda Luca Marini e Joan Mir, Yamaha Toprak Razgatlioglu e Augusto Fernandez, mentre KTM ha lavorato con Pedro Acosta, Dani Pedrosa e Pol Espargaro. Non c'erano invece diversi big coinvolti nel mercato 2027: chi ha già firmato o è destinato ad andare altrove difficilmente può sviluppare la moto futura della Casa che sta per lasciare, né può salire in anticipo su quella della nuova squadra. Anche se c'è chi ha fatto scelte diverse. Il caso più interessante è infatti proprio quello di Acosta: nonostante il futuro lontano da KTM (prenderà il posto di Bagnaia in Ducati con il piemontese che andrà in Aprilia), la casa austriaca lo ha voluto comunque in pista per avere un riferimento forte sul progetto 2027. Scelte simili sono arrivate anche da Honda, che ha preferito usare Marini e Mir per raccogliere dati immediati.













