A Brno è stato un venerdì molto intenso, non solo per l’azione in pista ma anche per quello che è successo fuori dai cordoli. Partiamo dal verdetto del cronometro, che ha sancito un’Aprilia da riferimento. Ad avere la meglio è stato il giapponese del team Trackhouse Ai Ogura che ha fissato il nuovo limite in 1’51”735 sbriciolando il precedente record. Il compagno di marca e leader del campionato Marco Bezzecchi gli è vicino (solo 91 i millesimi di secondo di ritardo). Il romagnolo è veloce, ma sente gli acciacchi dell’incidente di una decina di giorni fa in Ungheria: «La gamba mi fa un po’ male» lamenta. Nulla però che dovrebbe limitarlo domani nelle qualifiche (alle 10.50) e nella Sprint (alle 15, tutto in diretta su Sky e TV8). Avrà bisogno di dare il meglio di sé perché le Ducati sono in agguato. Quella più vicina la guida Fabio Di Giannantonio, 3° e carico al punto giusto («Sono innamorato di questa pista»). Subito alle sue spalle c’è un Bagnaia finalmente convincente sul passo come sul giro secco, ma che preferisce la cautela. «Non è ancora il momento di pensare alla vittoria. Le Aprilia sono velocissime e Marc è un passo davanti a me». Intende sul ritmo, perché nel giro secco Marquez gli è dietro, 5°. Prima della Ktm di Acosta e delle due Honda di Mir e Moreira. Fin qui quello che ha detto la pista, ma prima che i piloti si impegnassero nelle prequalifiche sono stati i loro capi i protagonisti. In Repubblica Ceca si è infatti celebrato il nuovo accordo quinquennale fra i 5 costruttori (Aprilia, Ducati, Ktm, Honda e Yamaha) e la MotoGp. Un “Patto della Concordia a due ruote” e per la prima volta nella storia le Case si sono presentate unite. Volevano più soldi, ma hanno dovuto promettere maggiore impegno nella promozione dello sport. Per capire cosa succederà in concreto bisognerà ancora aspettare. Carlos Ezpeleta, direttore sportivo del campionato, ha detto di volere «trasformare i 22 Gran premi in 22 Super Bowl». Come, non si sa. Il piano è fare uscire i Gp dai circuiti, offrendo eventi che vadano oltre alle semplici gare. Per farlo si cercherà di trovare piste più vicine alle grandi città, ma il circuito cittadino di Adelaide (che debutterà il prossimo anno) probabilmente rimarrà un unicum. Perché le moto devono fare i conti sulla sicurezza e anche sotto questo aspetto si è lavorato a Brno. I piloti della MotoGp, infatti, hanno fatto delle prove di partenza senza il sistema che abbassa l’anteriore al via. Il suo divieto potrebbe scattare già nel corso di questa stagione, forse a Silverstone. Fosse per Bagnaia anche prima: «Lo toglierei già da questo Gp». Altri, come Bezzecchi, sono più cauti: «Servono altre prove». Di Giannantonio, invece, è fra i pochi contrari: «Secondo me è più pericoloso, la moto si impenna e hai meno controllo». Non decideranno loro, ma i costruttori che si sono riuniti.
Motogp, alle prequalifiche di Brno sbancano le Aprilia, ma Bagnaia convince
Il miglior tempo è del giapponese Trackhouse Ai Ogura, seguito dal compagno di scuderia Bezzecchi











