Due bambine di 11 anni che giocano insieme sono la normalità.

Diventano un simbolo se una ha origini russe e l’altra è ucraina e se quest’ultima, per il secondo anno consecutivo, è ospite della prima.

Quel momento di gioco spezza una catena d’odio e lancia inconsapevolmente un potente messaggio a chi decide le sorti del mondo.

Accade a Roma, prima tappa di un mese di vacanza in Italia per trenta bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni, accompagnati da suor Oleksia e padre Andriy Nasinnyk, direttore della Caritas di Kharkiv, città da cui sono partiti.

Il loro è un viaggio reso possibile dalla comunità parrocchiale di San Giuseppe da Copertino di Roma, dalle associazioni Frontiera di Pace (Como) e Amici in cordata nel mondo (Ponte di Legno - Brescia) che stanno ospitando il gruppo in questi giorni.