ROMA – Ci sono campi sportivi che diventano spazi educativi, parchi trasformati in luoghi di incontro, laboratori per bambini e famiglie, pranzi sociali, passeggiate di quartiere, cinema all’aperto, musica, teatro, mercati, biblioteche di comunità, attività di cura del verde, momenti di ascolto e confronto tra abitanti. È in questa miriade di azioni quotidiane che le periferie mostrano una forza spesso invisibile: la capacità di rispondere ai bisogni sociali con creatività, prossimità e partecipazione. Non spazi dimenticati in attesa di interventi dall’esterno, ma territori in cui persone, gruppi di volontari, associazioni e piccole realtà civiche sperimentano ogni giorno forme concrete di futuro.
Sguardi nuovi per i quartieri lontani dal centro. La “Settimana delle Periferie”, promossa dalla Fondazione Charlemagne in occasione del 24 giugno, ha il suo momento centrale nella Giornata nazionale delle Periferie urbane. Dal 22 al 28 giugno, con la collaborazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, l’iniziativa attraversa Roma e altre otto città — Cagliari, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Pesaro e Torino — con incontri, spettacoli, laboratori, feste di piazza, iniziative sportive e culturali gratuite e aperte a tutti. Un calendario diffuso che non vuole celebrare le periferie in modo rituale, ma contribuire a cambiare il modo in cui vengono raccontate.











