Chiede di costituirsi parte civile contro il figlio e per i soli "danni morali" invoca un risarcimento di un milione e 300 mila euro. Si è giocata per intero su questa mossa di Margherita Agnelli la prima sessione dell'udienza preliminare, a Torino, dove sono chiamati in causa John Elkann, il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e il notaio Remo Morone. Il gup ha rinviato la partita all'11 settembre per dare modo alle difese di replicare, anche se gli avvocati dei tre, prima ancora di lasciare Palazzo di giustizia, hanno annunciato con termini abbastanza perentori che si opporranno:
"E' una richiesta anomala che ha ben poco di morale". Il fascicolo è quello sulle presunte irregolarità fiscali realizzate intorno alla residenza effettiva di Marella Caracciolo, mamma di Margherita e nonna di John. Secondo la procura di Torino si è tentato di far credere che la donna abitasse stabilmente in Svizzera (mentre invece avrebbe trascorso i suoi ultimi anni nel capoluogo piemontese fino alla morte, nel 2019) per evadere le imposte. Non solo. L'avvocato dell'aspirante parte civile, Dario Trevisan, aggiunge - in una memoria di 52 pagine - che si è trattato di un "piano fraudolento" per escludere Margherita dalle successioni e dal controllo di Dicembre, la cassaforte che controlla le società del gruppo di famiglia. I legali di Elkann continuano invece a dirsi "fermamente convinti di poter dimostrare la totale estraneità del nostro assistito ai fatti contestati".











