«La schiavitù è stata un’istituzione di primaria importanza in tutte le regioni africane per l’intero XIX secolo. Ad oggi, la maggior parte delle ricerche si è concentrata sulla legislazione coloniale volta all’abolizione della schiavitù e sulle azioni degli abolizionisti europei. La storia degli abolizionisti africani e delle loro lotte per porre fine alla schiavitù rimane in gran parte non documentata. Poco è stato scritto sui percorsi specifici delle idee e delle strategie abolizioniste in Africa. Il progetto Afrab, finanziato dall’Unione Europea mira a colmare questa lacuna», spiega Benedetta Rossi, storica presso University College di Londra. Domani 23 giugno, la docente sarà relatrice nel seminario African Abolitionism: The Rise and Transformations of Anti-Slavery in Africa, moderato da Giacomo Ghedini e Federica Morelli (Isig/Fbk). Nel pomeriggio alle ore 17:00 seguirà una visita guidata a cura della relatrice.
Il seminario avrà luogo a Trento nell’ambito della mostra African Voices against Slavery inaugurata il 3 giugno scorso presso le Cantine di Torre Mirana a Palazzo Thun. Si tratta del risultato del progetto di ricerca African Abolitionism: The Rise and Transformations of Anti-Slavery in Africa (Afrab), finanziato dall’European Research Council nel quadro della ricerca e del programma di innovazione European Union’s Horizon 2020 coordinato da Benedetta Rossi. Dopo le tappe al Museo Nazionale di Lagos (Nigeria), al Fort Jesus Museum e Heritage Site di Mombasa (Kenya), al Museo degli Studi Etiopi di Addis Abeba (Etiopia) e all’University College di Londra, la mostra approda per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione con il progetto Black Italy. The Italian Peninsula and the Atlantic Slavery: a Forgotten History.








