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Dopo la proposta avanzata dal presidente Usa, Donald Trump, di coinvolgere la Siria nella risoluzione del conflitto fra Israele ed Hezbollah, il capo ad interim di Damasco, Ahmed al-Sharaa, si è sfilato dal ruolo ritagliato dalla Casa Bianca. In un'intervista all'emittente televisiva Al Mashhad di Dubai, il presidente ha detto che il ruolo siriano dev'essere "positivo" e mirato alla stabilità. E poi ha chiarito: "Stiamo cercando canali economici tra Libano e Siria, non militari". La soluzione, quindi, deve includere un cessate il fuoco e misure politiche, economiche e sociali. Questo non esclude l'apertura di un dialogo coi terroristi di Hezbollah, ma senza entrare in conflitto come invece suggerito dal tycoon.

"Credo nel dialogo, perché qualsiasi sua interruzione implica l'alternativa della guerra. Vogliamo risolvere il problema di Hezbollah e mantenere il Libano in vita, e siamo disposti a sederci e parlare con tutti" ha poi concluso al-Sharaa. La Siria non "finirà il lavoro", come richiesto da Washington, e Israele continuerà dunque in autonomia la propria guerra contro i terroristi sciiti alle sue porte.