Mariano Giustino

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A statue of Yusuf al-Azma, a Syrian military leader who died resisting French forces in 1920, overlooks a demonstration calling for improved living conditions and public services at Yusuf al-Azma Square in Damascus, Syria, Friday, April 17, 2026. (AP Photo/Ghaith Alsayed)

La spinta di Trump affinché la Siria affronti Hezbollah si scontra con la resistenza di Damasco, suscita molto scetticismo tra gli esperti di Medio Oriente e tra l’opposizione di tutto lo spettro politico libanese. Trump sostiene che la Siria sia meglio equipaggiata per combattere Hezbollah rispetto a Israele, poiché le forze israeliane, in guerra contro il gruppo sostenuto dall’Iran da decenni, “non possono svolgere il compito senza uccidere anche i civili”. Le dichiarazioni di Trump a margine del vertice del G7 a Evian, in Francia, sono apparse come una esplicita richiesta rivolta al presidente siriano Ahmed al-Sharaa di combattere Hezbollah, dopo aver già espresso ciò ai funzionari siriani la scorsa settimana. Sharaa “farà il lavoro. La Siria farà il lavoro”, ha affermato Trump prima del suo incontro bilaterale con l’emiro del Qatar. Il problema è che Sharaa aveva già chiarito di non avere alcun interesse a “fare quel lavoro”.