La sostenibilità diventa sempre più il terreno su cui misurare il valore reale delle infrastrutture digitali. Non basta più costruire reti, estendere coperture e aumentare la capacità trasmissiva. La sfida è capire quanto queste infrastrutture incidano sulla vita dei territori, sulla competitività delle imprese, sulla qualità dei servizi pubblici e sulla transizione ambientale. È dentro questa prospettiva che si colloca il Report di Sostenibilità 2025 di Open Fiber, arrivato alla sesta edizione e dedicato alle performance ambientali, sociali e di governance della società.Il documento fotografa un anno in cui la rete in fibra ottica continua a rappresentare il cuore industriale del modello Open Fiber. Al 31 dicembre 2025, la società ha realizzato circa 162.700 chilometri di infrastruttura e raggiunto 20,2 milioni di unità immobiliari in tecnologia Ftth e Fwa. Numeri che confermano la scala dell’investimento, ma che indicano anche un passaggio più ampio: dopo la fase della costruzione, il valore della rete dipende sempre di più dalla sua capacità di abilitare servizi, competenze e nuove forme di sviluppo.In questa chiave, la sostenibilità non è un capitolo laterale del bilancio aziendale. Diventa il modo in cui un’infrastruttura viene progettata, gestita e messa al servizio del Paese. La rete non è solo un asset tecnologico, ma una piattaforma abilitante per sanità, pubblica amministrazione, imprese, famiglie e territori. Lo dimostra anche il dato sulle circa 3.800 strutture sanitarie connesse a fine anno, che lega direttamente la fibra all’accesso a servizi essenziali.Indice degli argomenti
Sostenibilità, la fibra diventa leva Paese
Sostenibilità al centro del Report Open Fiber 2025: rete, energia rinnovabile, competenze e impatto sui territori.
Open Fiber ha coperto 20,2M unità con fibra ottica; la sostenibilità diventa responsabilità industriale della rete. Per il manager tech, il valore passa da copertura ad adozione; la fibra abilita competitività se tradotta in servizi PA/sanità/imprese.








