| 24 Giugno 2026 20:02 |

2 minuti per la lettura

(Adnkronos) – “La rete è in un momento molto rilevante: a fianco alla sua naturale evoluzione tecnologica – più fibra, più sicurezza, più garanzia dell’informazione, più banda – c’è anche tutto quello che poi deve accadere dove la rete finisce, ossia vicino all’origine del dato. Si deve quindi complementare i servizi di rete tradizionali con servizi di elaborazione, dove finisce la connettività comincia il compute. Non intendo riferirmi al cloud, che in questa analogia è dove la rete comincia, ma all’hedge compute, cioè la computazione vicino all’utente, dove nasce il dato. Questo è il naturale complemento delle reti e dal connubio di rete e calcolo nascerà la possibilità di creare servizi innovativi”. Ad affermarlo è Fabio Veronese, Chief Information Technology Officer FiberCop, intervenendo oggi a Roma all’edizione 2026 di Telco per l’Italia, durante il panel ‘Wholesale e reti aperte: dal co-investimento ai servizi data-driven’.

Investire in questo ambito rappresenta, secondo Veronese, un’occasione rara per il nostro Paese: “Abbiamo dato prova di poca tempestività quando è nato il cloud e adesso è completamente in mano ad aziende americane, poi c’è stato l’arrivo dell’intelligenza artificiale e dei big data e, di nuovo, è quasi tutto americano, stavolta con una parte rilevante di Cina. Adesso arriverà questa rivoluzione dell’hedge compute. Credo che siamo in grado, per una volta, di cavalcarla e di creare un’infrastruttura di calcolo distribuito, sovrana, efficiente, efficace e non costruita da qualcun altro che non appartiene né all’Europa né all’Italia”.